venerdì 29 agosto 2008

Arrigo Gradi, l'inventore del rosso-blu


Arrigo Gradi fu il primo capitano del Bologna e uno dei venticinque soci fondatori del sodalizio bolognese, ma soprattutto fu colui che donò i colori rossoblù al Bologna F.C. Colori che furono vestiti fin dal primo giorno di attività del club, nel 1909, per non essere mai più smessi. Arrigo Gradi studiò in Svizzera all'Institut Wiget di Schönberg a Rorschach (stesso collegio dove venne fondato il Fussballclub Sankt Gallen, nel 1879), e da quel luogo si portò dietro la casacca a quarti rosso-blu che divenne in seguito la primissima maglia del neonato Bologna F.C. Gradi, appassionato di scherma ed equitazione oltre che di calcio, trascinato dall'amico fraterno Guido Nanni anche lui socio fondatore del Bologna e fanatico del football prese la decisione di fondare una squadra di football a Bologna. Ben presto Gradi, assieme allo svizzero Louis Rauch, a Guido Nanni, Emilio Arnstein, a Guido Della Valle e al presidente del Circolo Turistico Bolognese, cav. Carlo Sandoni, il 3 di ottobre del 1909, una domenica mattina, fondò il Bologna Football Club, sezione del Circolo Turistico Bolognese. La prima sede fu la stessa del Circolo Turistico Bolognese, ovvero l'antica "Birraria Ronzani", al numero 6 di via Spaderie, una via oggi scomparsa dove si trovava il "Fittone delle Spaderie", famosa insegna della goliardia petroniana. Per il campo di gioco si optò per i Prati di Caprara, in Piazza d'Armi, che aveva un grande vantaggio: quello di non costare nemmeno un centesimo. Come colori sociali si scelsero proprio le casacche che Arrigo Gradi si era portato dalla Svizzera, quel bellissimo rosso-blu destinato poi ad entrare nella storia del calcio italiano. Del gruppo dei pionieri, quello che rimase più vicino al Bologna e nel Bologna fu senza alcun dubbio proprio Gradi. I vecchi frequentatori della tribuna centrale ricorderanno ancora quel distinto signore, alto, elegante, che con composta trepidazione seguiva le vicende rosso-blu in campo. Oltre che padrino delle prime maglie, Gradi fu anche il primo capitano del Bologna, ruolo che in verità gli competeva per la maggiore conoscenza del gioco e soprattutto del regolamento. Era un'ala o una mezzala sinistra, aveva un tiro molto potente che scoccava anche da molto lontano. Fu proprio con una di queste cannonate che il Bologna conquistò la sua prima vittoria di prestigio, battendo ai Prati di Caprara l'Hellas Verona per 1-0. Gradi giocò i primi due campionati del Bologna, segnando 4 gol, poi si defilò e chiuse nel 1912, ma senza lasciare la società. Fece anche parte del consiglio del Bologna e ai brindisi del mezzo secolo, nel '59, appariva sinceramente commosso. Soprattutto ricordando i compagni d'un tempo che se n'erano andati. Li avrebbe raggiunti dieci anni dopo, in veneranda età, il 16 luglio 1969.

Arrigo Gradi giocò nel Bologna dalla fondazione nel 1909 fino al 1912, con 4 gol realizzati

da "Quattro matti dietro una palla", tratto dal libro "Il mezzo secolo del Bologna"

"Ritornare con la mente al lontano 1909 può essere un piacere e contemporaneamente una tristezza. Però debbo dire francamente che riportarmi, per quanto riguarda il Bologna F.C. a 50 anni addietro, mi procura un vero piacere per i ricordi tanto cari, ed anche perché mi dà l'occasione di fare un poco conoscere alle giovani generazioni, come nacque, come progredì e soprattutto come noi del 1909 intendevamo il football. La nostra società nacque per la decisione di pochi giovani che avevano studiato all'estero e di alcuni stranieri residenti a Bologna, che avevano praticato il football. Si fece l'acquisto di un pallone, ripartendo la spesa fra noi, e ognuno si procurò quel minimo necessario di equipaggiamento di gioco che occorreva, e che gran parte di noi già aveva da quando giocava all'estero. Cominciammo così, con il permesso dell'Autorità Militare, ad andare in Piazza d'Armi, per fare un poco di moto e passare qualche ora all'aria aperta. Naturalmente non mancarono presto i curiosi che vennero a vedere cosa facevamo e così cominciammo ad invogliare alcuni ragazzi invitandoli a calciare con noi. Dopo poco tempo avevamo un discreto numero di seguaci, e benché fossero ancora pochissimo esperti nel gioco, potemmo iniziare delle partitelle di addestramento a squadre quasi complete. Io andavo agli allenamenti con la casacca rossoblù della squadra di calcio dell'Istituto che avevo frequentato in Svizzera e fu così che i colori rossoblù divennero quelli del Bologna F.C. che fu poco dopo costituito. La società nei primi tempi viveva del modestissimo introito delle quote sociali, che naturalmente venivano pagate sia dai soci giocatori che dai pochissimi soci non giocatori. Si giocava, come detto, in Piazza d' Armi in campo aperto e tutti potevano venire a vedere gratis "quei matti che corrono dietro una palla". Noi giocatori pagavamo di tasca nostra tutto quanto era necessario: scarpe, casacca, calzoncini, calzettoni, ecc. Segnavamo il campo da gioco solo quando si doveva giocare una partita vera e propria con altra società, e poiché l'Autorità Militare ci aveva gentilmente concesso di giocare a condizione che il terreno fosse poi lasciato completamente sgombro, le porte erano smontabili e venivano montate ogni volta che andavamo ad allenarci o che si giocava una partita, smontandole poi subito dopo. Ben presto la nostra prima squadra divenne abbastanza forte da poter partecipare al Campionato Emiliano che fu vinto molto facilmente da noi. A questo riguardo è interessante citare che le gare contro la Sempre Avanti e contro la Virtus, furono giocate nello stesso pomeriggio con un riposo di pochi minuti fra una gara e l'altra, così che giocammo per ben tre ore consecutive!!! Ma allora era tale l'entusiasmo che, come già detto, non solo pagavamo per giocare, ma avremmo fatto qualsiasi sacrificio per il buon nome del Bologna F. C. e per tenere alti i colori rossoblù. Poi venne finalmente il momento in cui potemmo prendere in affitto un campo di gioco alla Cesoia, fuori Porta San Vitale, dove le porte potevano essere fisse, il campo cintato e fu costruita una piccola tribuna in legno. Cominciammo così ad avere un pubblico pagante. In un incontro col Casale F.C. rimasi infortunato e dovetti rimanere inattivo per molto tempo, poi venne la prima guerra mondiale e fui richiamato alle armi. Quando fui congedato feci parte del Consiglio Direttivo del Bologna F.C. e si dovette fare rivivere la società e ricostruire la squadra. Si passò dal campo della Cesoia a quello dello Sterlino, dove fu costruita una tribuna coperta e una gradinata, ambedue in cemento armato. Potemmo mettere presto in campo una squadra ben organizzata e che comprendeva elementi molto promettenti, e poiché un buon allenatore avrebbe certamente potuto portare un miglioramento sia ai singoli giocatori che al complesso della squadra, io andai in Austria e in Cecoslovacchia per cercare un allenatore. Portai così a Bologna il Dott. Hermann Felsner, che insegnò veramente a giocare con intelligenza e precisione. Fu in quell'epoca che il Bologna F.C. raggiunse fama nazionale e internazionale, fu Campione d'Italia e vinse la Coppa d'Europa. Il ricordo di quei bei tempi del Bologna F.C. sono per me di grande soddisfazione e mi farebbe molto piacere che anche i giocatori di oggi fossero animati da altrettanto entusiasmo, da altrettanta buona volontà di giocare e migliorarsi facendo eventualmente anche qualche sacrificio per il buon nome del Bologna F.C., che proprio oggi compie 50 anni, ma talvolta è sembrato più vecchio delle sue molte e faticate primavere agonistiche. Ma ora, con l'inizio del secondo mezzo secolo, sembra rinnovarsi. Ed io, che fui il suo primo capitano, gli sono vicino più ansioso che mai".

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