Con la recente convocazione di Emanuele Giaccherini in Nazionale A, e quella di Alex Ferrari e Adam Masina nell'Under 21, il totale di giocatori rosso-blu convocati in azzurro sale a 92, tra Nazionale A, B (Under 23), e Giovanile (Under 21). Traguardo prestigioso di un rapporto cominciato nel lontano 1920, con la convocazione di Emilio Badini, primo calciatore del Bologna chiamato a vestire la maglia della Nazionale in occasione delle Olimpiadi di Anversa. Badini II, fratello minore di Ángel – capostipite di una dinastia di calciatori che indossarono tutti la maglia del Bologna (Emilio, Cesar e Augusto, detto «Nene»), a cui fu intitolato il vecchio campo dello Sterlino –, fu un celebre attaccante italo-argentino cresciuto a Rosario, nella provincia di Santa Fe. Rosario, la ciudad del fútbol, di Lionel Messi ed Ernesto Guevara, del Newell's Old Boys e del Rosario Central. E soprattutto del Club Atlético Sparta. Fondato nel 1905, maglia a strisce bianco-nere, fu il club chico rosarino in cui crebbero calcisticamente Ángel ed Emilio Badini. Quest'ultimo, soprannominato «Fanfarillo», era famoso per la sua fisicità e abilità tecnica di tipico stampo sudamericano, e per la grande potenza di tiro, che spesso sfruttava addirittura da calcio d'angolo. Furoreggiò in maglia rosso-blu tra il 1913 e il 1920, anno in cui la sua carriera fu stroncata sul più bello, dopo un duro scontro di gioco con il terzino Lorenzo Modulo sul campo del Padova, il 26 settembre 1920. Rientrò solo l'anno successivo con la maglia della Spal e poi passò alla Virtus Bologna, sempre in massima serie, ma si rese conto di non essere più il giocatore di prima. Si ritirò definitivamente a soli 24 anni. Rimase socio del Bologna, anche dopo la seconda guerra mondiale. Morì a soli 53 anni, il 5 agosto 1956.
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martedì 10 novembre 2015
venerdì 14 giugno 2013
Amedeo Biavati
Nel giorno in cui la figlia Daniela ricorda il grande Amedeo Biavati, meravigliosa ala destra del Bologna pluriscudettato degli anni '30 e della Nazionale campione del mondo nel 1938, pubblico un piccolo tributo a una delle partite più belle giocate da "Medeo", partita nella quale segnò una rete da leggenda che lo fece entrare ancora di più - se possibile - nella storia del calcio internazionale e nel mito della nostra Nazionale: Italia - Inghilterra 2-2 del 1939, giocata a S. Siro. (Si narra che Eddie Hapgood, formidabile terzino dell'Arsenal vincitutto degli anni '30 - che quel pomeriggio impazzì nell'inseguire Biavati che gli sfuggiva con il suo "doppio passo" -, dopo il gol andò a stringere la mano a Biavati, tale era stata la prodezza.)
Amichevole 1938-1939
Milano, Stadio Comunale S.Siro, sabato 13 maggio 1939 ore 15.00
ITALIA-INGHILTERRA 2-2
MARCATORI: Lawton 19', Biavati 49', Piola 64', Hall 77'
ITALIA: Olivieri; Foni, Rava; Depetrini, Andreolo, Locatelli U.; Biavati, Serantoni, Piola, Meazza, Colausig - Allenatore: Vittorio Pozzo
INGHILTERRA: Woodley, Male, Hapgood, Willingham, Cullis, Mercer, Matthews, Hall, Lawton, Goulden, Broome - Allenatore: Tom Whittaker
ARBITRO: Bauwens (Germania)
NOTE: Partita diventata famosa per un gol di mano di Silvio Piola.
Da "La Stampa" del 14 maggio 1939
di Luigi Cavallero
(...) S'è iniziato appena ed ecco la folla balzare in piedi, urlare con quanto fiato ha in gola. Biavati, servito da Depetrini poco oltre la metà campo, lotta fianco a fianco con Hapgood, « Gibilterra del calcio », il terzino più astuto e più forte d'Inghilterra.
Alla riscossa
Lotta, non cede, lo supera, lo lascia alle spalle, stringe verso il goal, avanza tutto solo. Sono attimi indimenticabili. Finalmente l'azzurro è solo, con la palla fra i piedi, a non più di cinque metri da Woodley. Tira a colpo sicuro. Segna. Ed è il finimondo. I compagni lo soffocano di abbracci, l'enorme folla delira. Anche gli spettatori inglesi applaudono. Punto gioiello. (...) Ma ora attacchiamo. Biavati entusiasma, tanto è abile nello scappare via al suo terzino. Un'uscita a vuoto di Woodley per poco non ci dà il secondo punto.
Biavati, Biavati, ancora Biavati. Centra e Piola gira a lato di testa. (...)
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