martedì 13 gennaio 2009

1925. Per la prima volta in maglia verde in onore del Rapid Vienna


9 agosto 1925. Il Bologna esulta, è campione d'Italia per la prima volta nella sua storia. Dalla 3^ finale di Lega Nord in poi, giocata contro il Genoa sul campo del Milan, in viale Lombardia a Milano, il Bologna non scese più in campo con la classica casacca rosso-blu a 4 strisce verticali, né con la maglia bianca con fascia orizzontale rossa e blu, ma con l'inedita maglia verde con colletto e calzoncini neri, divisa scelta dal dirigente Enrico Sabattini con questa motivazione:
"Il Genoa aveva indossato una maglia bianca con strisce rossoblu; insomma è destino: chi indossa la maglia bianca perde. Voi sapete quanto siano affezionati alle cabale giocatori e tifosi; tutti sono concordi: non più la maglia bianca. Nella «bella» il Bologna (tenuto a cambiare maglia perché il Genoa è campione) dovrà indossare una maglia di altro colore: tale è l'imperativo unanime al quale si inchina anche la direzione del Bologna. E così io vengo inviato giovedì mattina a Milano perché acquisti undici maglie colorate e perché fissi le camere in un albergo situato in una posizione tranquilla. La Lega Nord ha già stabilito che la finalissima si svolga a Milano sul campo del Milan in viale Lombardia (con eventuali due tempi supplementari) domenica 7 giugno, arbitro l'avv. Mauro. lo mi porto a Milano ed in un grande magazzino del Corso trovo un vasto assortimento di maglie sportive di tutti i colori: non v'è che l'imbarazzo della scelta; mi sovviene allora che alcuni anni prima il Rapid di Vienna sceso allo Sterlino in maglia verde e calzoncini neri lasciò in tutti una grande impressione di possanza e di invincibilità. Ebbene sia il verde, il colore della speranza, quello che possa dare al Bologna lo scudetto. Scelsi maglie di cotone (per ragioni di economia e perché il caldo si faceva già sentire) di un bel color verde scuro, con intorno alla scollatura un sottile bordo nero e naturalmente acquistai anche i calzoncini neri. Indi alla ricerca di un albergo con tutti i requisiti desiderati: lo trovai in Piazza Fontana (Albergo Commercio n. 5) e prenotai senz'altro le camere per la sera del prossimo sabato. E con il mio grosso involto me ne tornai a Bologna. Debbo dire che a tutti piacque il colore delle maglie: meno male, la mia missione era finora andata bene".
Nell'immagine in alto a destra, una mia ricostruzione della maglia verde con tanto di scudetto tricolore appena conquistato. La maglia verde venne alternata nei decenni come seconda maglia a quella bianca con banda trasversale rossoblu, oppure a quella con banda orizzontale rossoblu. L'ultimo revival della maglia verde risale agli anni '80 e al campionato del centenario. È una maglia storica del Bologna, tra le più tradizionali.

Il gagliardetto donato dal Rapid al Bologna il 27 marzo 1921, dal suo capitano Josef Brandstätter. Collezione V. Romagnoli.
Gagliardetto donato dal Rapid al Bologna
il 27 marzo 1921. Coll. V. Romagnoli.
La celebre seconda maglia verde con colletto e pantaloncini neri, scelta in onore del Rapid Vienna che il Bologna indossò nel 1924-25, l'anno del primo, storico tricolore rosso-blu. La maglia verde rimase la divisa di riserva del Bologna, alternata alla bianca con banda trasversale rosso-blu (o con banda orizzontale negli anni '30 e '50), fino agli inizi degli anni Sessanta. Fu riproposta negli anni Ottanta e nell'anno del centenario del club ma con pantaloncini verdi (nel primo caso) e finiture rosso-blu invece che nere come in origine È una maglia di grande fascino, con una storia molto particolare che ne accompagna la fama, che merita di essere raccontata. Come già accennato, il 27 marzo 1921 scese al Campo Sterlino lo SK Rapid Wien di Josef "Pepi" Uridil, "Der Tank", strepitoso attaccante nato a Vienna nel 1895, tre volte capocannoniere del campionato austriaco, dell'ala Eduard Bauer e del centromediano Josef Brandstätter, il capitano della squadra. Erano allenati da una leggenda del fußball austriaco: quel Dionys Schönecker soprannominato in patria "Mister Rapid". Era una squadra di formidabili campioni che a fine stagione si sarebbe laureata campione d'Austria staccando gli odiati rivali del Wiener Amateur SV. Il Bologna di quei tempi, che era una squadra che possedeva già un'ottima struttura di base e che proprio in quel campionato, per la prima volta nella sua storia, arrivò a giocare la finale di Lega Nord contro la Pro Vercelli per l'accesso alla Finale Nazionale partita poi persa a Livorno, sul campo di Villa Chayes, immeritatamente e tra parecchie polemiche per un gol segnato in fuorigioco da Rampini , ma nonostante ciò fu letteralmente dominato dal gioco veloce e pieno di preziosismi tecnici dei giocatori in maglia verde (da ricordare che in quegli anni gli austriaci fecero mangiare il pane duro alla nostra Nazionale: l'Italia si impose per la prima volta solo nel 1931). Il calcio che si giocava in Austria nel primo ventennio del Novecento rappresentò un modello di stile, una vera e propria scuola di caratura tecnica superiore a quella degli azzurri e alle nostre squadre di club.

Scuola danubiana

L'Italia ottenne la prima vittoria contro i bianchi d'Austria solo nel 1931, dopo vent'anni di risicati pareggi e brucianti sconfitte, alcune delle quali clamorose). Il pubblico dello Sterlino, già all'epoca amante del bel gioco, tributò un'ovazione ai viennesi di Hütteldorf. Quella vittoria del Rapid a Bologna rimase talmente impressa tra i tifosi bolognesi che, il dirigente del Bologna Enrico Sabattini, nel 1925, prima della terza finale di Lega Nord contro il Genoa giocata sul campo del Milan in viale Lombardia, dovendo il Bologna cedere il passo sulla divisa di gioco, in quanto il Genoa era campione d'Italia in carica, si recò in un magazzino di Milano di articoli sportivi a scegliere le nuove divise di gioco. Le scelse di color verde scuro con un colletto sottile rifinito in nero, con i pantaloncini neri e i calzettoni verdi con risvolto nero. Esattamente come la prima maglia tradizionale del grande Rapid dei primi anni '20, quella verde scuro con i calzoncini neri che indossarono i campioni viennesi in quel pomeriggio di marzo del 1921, nel match che incantò i diecimila spettatori dello Sterlino.

Domenica, 27 marzo 1921, Campo Sterlino
Rapid batte Bologna 4-1 (1-0) 
Bologna, 27 notte.

Il Rapid dei primi anni '20, con la maglia presa
poi come modello dal Bologna F.C.
Oggi Bologna, sul campo dello Sterlino, ha ospitato la forte squadra, austriaca Rapid di Vienna. Questa squadra è prima nella classifica, con un punto di vantaggio sul Wiener Amateur. Il Rapid ha dato oggi sul campo del Bologna una ammirevole dimostrazione di tecnica e di superiore abilità. Di fronte ad essa il Bologna, che pure ha giuocato tutt'altro che male, ha potuto fare ben poco, forse anche per un senso di timore da cui sono stati presi i giuocatori di fronte a cosi rinomati avversari. Questi infatti detengono meritatamente il titolo di campioni austriaci e tra la loro file vi sono ben cinque internazionali. La loro squadra colpisce gli spettatori per la saldezza dell'inquadratura, l'amalgama delle linee e degli uomini e per l'ordinato svolgimento delle azioni. Nel primo tempo il Rapid con passaggi veloci e decisi riesce a segnare un primo punto al 25.o minuto. Il Bologna si rinserra allora tutto in difesa e nel rimanente del primo tempo non permette più agli avversari di segnare. Nella ripresa il Bologna al 10.° minuto con una bella azione combinata da Pozzi e Della Valle ottiene il pareggio per merito di quest'ultimo. Ma successivamente il Rapid porta prolungati attacchi alla porta dei rossobleu bolognesi e riesce a marcare altri tre punti. Così la partita ha avuto termine con quattro ad uno. Ottimo l'arbitraggio del dottor Pasquinelli.

BOLOGNA: Modelli; Rossi, Zecchi; Spadoni, Baldi, Genovesi; Pozzi, Perin, Alberti, Della Valle II, Della Valle I. - All. H. Felsner 
RAPID: Kraupar; Dittrich 'Gigerl', Schediwy II; Klär, Brandstätter I, Nitsch; Wondrak, Uridil, Witka, Bauer, Körner 'Krczal'. - All. D. Schönecker 
RETI: 0:1 Karl Wondrak 11', 1:1 Mario Della Valle II 55', 1:2 Eduard Bauer (?), 1:3 Karl Wondrak 75', 1:4 Heinrich Körner 'Krczal' 88' 
ARBITRO: dr. Luigi Pasquinelli 
SPETTATORI: 10.000

IL RAPID A BOLOGNA. 
Dal Wiener Sporttagblatt
 
Da uno dei partecipanti al viaggio.


Dopo il resoconto degli Amateure, prima squadra austriaca ad aver giocato sul suolo italiano dopo la guerra (durante il Natale), ci accingemmo a riprendere i contatti con l’Italia con un certo scetticismo. Invece ogni riserva fu sciolta sin dal giovedì mattina, quando passammo Pontebba, dove ci accolse una delegazione del F.C. Bologna guidata dal Dott. Felsner, ex giocatore del Graz A.C. e del Wiener SK. Dopo aver traversato i campi di battaglia di Gorizia, giungemmo a Trieste dove pernottammo; il giorno dopo, il viaggio verso Venezia proseguì a bordo di un traghetto a vapore. Dopo un imbarco rapido, ebbe inizio la nostra splendida gita marittima con le migliori condizioni di mare. Passammo il Lido verso le due e mezza del pomeriggio e presto sbarcammo a Venezia. Qui fu sfruttato ogni minuto per visitare tutte le meraviglie del luogo, come il Palazzo Ducale eccetera. Mezza giornata fu trascorsa in spiaggia al Lido; la sera del giorno successivo proseguimmo verso Bologna, dove arrivammo alla mezzanotte del sabato. E difficile descrivere ciò che si svolse alla stazione di Bologna, rispettivamente davanti alla stazione. Inanzitutto ci fu il saluto ufficiale da parte del comitato di direzione del club, con un triplice ‘hip-hip-hip-urrà’! Seguì il saluto dei due capitani, al che si formò un corteo trionfale che ci accompagnò dalla stazione all’Hotel Regina: davanti i giocatori del Rapid con gli accompagnatori, seguiti da circa 200 membri del Bologna, che intonarono una canzone dietro l’altra e riempirono gli ospiti di ‘hip-hip-hip-urrà’.

La partita.

Eduard "Edi" Bauer.
Tutte le finestre si spalancarono al nostro passaggio, che prese le sembianze dell’ingresso di un eroe. Naturalmente andammo immediatamente a letto. Domenica pomeriggio visitammo tutte le attrazioni di Bologna, il Duomo, l’Università, eccetera, naturalmente accompagnati dai signori del Bologna F.C. E ora alla partita stessa: si poté dedurre dalle pagine della ‘Gazzetta dell Sport’ con quanta precisione questo foglio fosse informato sulle condizioni dei viennesi. Questo giornale è pieno di elogi per gli Amateure, nonché per le prestazioni dei giocatori del Rapid nei precedenti incontri contro le squadre italiane. La Gazzetta fu dispiaciuta di non poter salutare Kuthan, mentre per il resto sottolineò la superiorità sulla carta del Rapid rispetto al Bologna – superiorità tuttavia da dimostrare sul campo! Lo stadio del F.C. Bologna è sito in una posizione ideale a circa venti minuti dal centro della città ed è circondato da una tribuna di cemento di cento metri di lunghezza. Il campo di gioco ha la lunghezza prescritta, tuttavia la larghezza è di soli 54 metri, il che rappresentò un discreto svantaggio per i viennesi; inoltre il terreno era molto duro. 
Le seguenti squadre si schierarono agli ordini dell’arbitraggio indulgente del dott. Pasquinelli:

BOLOGNA: Modelli; Rossi, Zecchi; Spadoni, Baldi, Genovesi (nazionale); Pozzi, Perin (nazionale), Alberti, Della Valle III, Della Valle II. - All. H. Felsner
RAPID: Kraupar; Dittrich 'Gigerl', Schediwy II; Klär, Brandstätter I, Nitsch; Wondrak, Uridil, Witka, Bauer, Körner 'Krczal'. - All. D. Schönecker 


Il Bologna a Milano nel 1925, con la maglia verde
scelta da Enrico Sabattini in onore del Rapid Vienna.
Il Rapid si dimostrò largamente superiore al suo avversario da ogni punto di vista, destando la migliore impressione negli spettatori, i quali sottolinearono ogni buona azione con un applauso. A fine partita, la massa si riversò sul campo caricandosi letteralmente in spalla i giocatori del Rapid per portarli nel loro spogliatoio. Non c’è mai stata partita, bensì una lezione impartita dal maestro all’allievo. In fondo, il Rapid era stato invitato proprio a questo scopo, che fu pienamente raggiunto. Il Rapid giocò una pura partita d’esibizione, durante la quale avrebbe potuto segnare un numero di reti ancora maggiore, se avesse fatto meno accademia e abuso di finezze tecniche. Gli attaccanti si sono concessi una dimostrazione di consumata arte calcistica, in particolare Wondrak e Bauer. Grazie all’ottimo appoggio di Nitsch e Klär, Brandstätter poté particolarmente illustrarsi, risultando il migliore in campo. Dittrich e Schediwy brillarono alternativamente nelle azioni di difesa. Kraupar ebbe poco da fare, ma in alcune azioni dimostrò di essere ancora un campione.

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