venerdì 14 novembre 2008

1929: la tournée in Sud America del Bologna


La storia cominciò con la tournée del 1929 in Sud America, un premio alla squadra che aveva appena vinto il suo secondo tricolore. Crociera sul "Conte Rosso", bella vita, ballerine e champagne...". La fama del Bologna -- si parla ormai dello "squadrone che tremare il mondo fa" -- ha già varcato i confini. Tutti lo vogliono vedere all'opera questo Bologna e in segreteria (con la Bologna Sportiva, dalla vecchia sede in via Giudei, si è passati alla Casa del Fascio, in via Manzoni 4) piovono gli inviti. Ma Bonaveri vuole anche premiare la squadra e perciò la spedisce oltre Oceano in Sud America dove tra Brasile, Uruguay e Argentina viene combinata una tournée di 15 incontri. Periodo: dal 25 luglio al 14 settembre, una media di due partite alla settimana con l'aggravio di trasferimenti disagevoli su distanze paurose. Fortunatamente però nessuno s'illude, neppure sulle difficoltà di ambiente e su quelle più puramente tecniche nell'affrontare i rappresentanti d'una scuola che alle due ultime Olimpiadi ha stravinto. È così che sul Conte Rosso accanto ai neo-campioni (mancano però Busini I°, Della Valle e Pozzi) prendono posto ben 8 rinforzi di altre società: i milanisti Compiani (portiere), Tansini (ala), e Schienoni (terzino), il mediano modenese Dugoni, l'ala destra barese Costantino, il livornese Magnozzi e infine il tandem alessandrino Giovanni Ferrari - Banchero (mezz'ala e centro-avanti). Accompagnano il dirigente Sabattini che ha organizzato la tournée, Felsner e il fedele massaggiatore Bortolotti. Il giro si inizia e chiude a Rio de Janeiro, in notturna, alla luce dei fari (alla quale in Italia non si è ancora abituati), passando per S. Paulo, Montevideo, Buenos Aires, Rosario, Bahia Blanca, La Plata, Santa Fe. Si distinguono soprattutto Gianni cui i tifosi cariocas affibbiano l'appellativo di "gatto magico" e Costantino che la stampa locale porta sugli scudi. Tuttavia i rossoblù riescono a conquistare tre significative vittorie: a Montevideo contro la Nazionale uruguaiana per 1-0 (in questa formazione: Gianni; Monzeglio, Gasperi; Genovesi, Pitto, Dugoni; Costantino, Banchero, Schiavio, Magnozzi, Muzzioli), con rete di Magnozzi; a Bahia su una Rappresentativa Argentina del Sud (1-3) e a S. Paulo (3-1). Inoltre ottengono 3 pareggi, di cui uno a Buenos Aires con la Nazionale Argentina B (0-0) e 9 sconfitte tra cui un onorevole 1-3 con l'Argentina A. Particolarmente burrascosa la partita persa per 1 a 0 col Boca Juniors che fa registrare un pugilato generale in campo, con l'intervento degli spettatori e della stessa polizia. Tutto sommato però, la soddisfazione maggiore è quella finanziaria: ciascun giocatore percepisce -- a quel tempo -- 10 mila bigliettoni mentre alla società la tournée frutta 100 mila lire di utile netto, il che permette per la prima volta (ma dovrà anche restare l'unica...) di pareggiare il bilancio sociale. Il Bologna nella tournée incontrò le seguenti squadre con questi risultati:

Rio de Janeiro, 25 luglio 1929: Rappresentativa Carioca - Bologna 3-1

Sao Paulo, 28 luglio 1929: Rappresentativa Paulista - Bologna 6-4

Sao Paulo, 30 luglio 1929: Corinthians - Bologna 6-1

Montevideo, 10 agosto 1929: Bologna - Uruguay 1-0

Buenos Aires, 15 agosto 1929: Argentina - Bologna 3-1

Buenos Aires, 18 agosto 1929: Argentina B - Bologna 0-0

Rosario, 21 agosto 1929: Newell's Old Boys - Bologna 2-1

Buenos Aires, 24 agosto 1929: Huracan - Bologna 2-1

Bahia Blanca, 25 agosto 1929: Bologna - Rappresentativa Argentina del Sud 2-1

Buenos Aires, 27 agosto 1929: Boca Juniors - Bologna 1-0

La Plata, 30 agosto 1929: Estudiantes de La Plata - Bologna 3-3

Santa Fè, 1 settembre 1929: Rappresentativa Santa Fè - Bologna 3-0

Sao Paulo, 8 settembre 1929: Palestra Italia - Bologna 4-4

Sao Paulo, 10 settembre 1929: Bologna - Rappresentativa Paulista 3-1

Rio de Janeiro, 14 settembre 1929: Rappresentativa Carioca - Bologna 3-1.

Articolo tratto dal "Littoriale" di venerdì 12 luglio 1929

"Un audace impresa del calcio italiano, il Bologna ed il Torino navigano verso l'America del Sud. Il Saluto dei Campioni a Bologna. Un graditissimo telegramma ci è giunto ieri nel pomeriggio in redazione. La squadra rosso bleu nel momento di salpare da Genova per l'America del Sud, vuol dire a mezzo nostro a tutti gli appassionati e gli amici che da tanti anni lo seguono nel suo duro e glorioso cammino ascensionale, ai Gerarchi che l'hanno applaudita e ammirata per l'ultima battaglia superbamente vinta, la sua parola di vibrante speranza che somiglia quasi a un giuramento. Il telegramma ha infatti queste parole: "Il vostro giornale potrà dire presto le nostre vittorie nella terra latina d'oltre Oceano. Salpiamo ora inviando un reverente saluto al Duce amatissimo, ai presidenti del CONI e della Federazione del Calcio, ai membri federali, al Comitato arbitrale, al Presidente nostro e alla Stampa tutta; e saluti cari alle nostre famiglie, ai soci rossobleu e ai supporters. La Squadra rosso-bleu". Questo telegramma rispecchia l'animo dei generosi giovani che hanno saputo appunto con la forza della loro volontà e del loro spirito solidale conquistare l'alloro più ambito. "Il vostro giornale potrà dire presto le nostre vittorie": non è questa frase il segno di una presunzione fuor di luogo, ma la ferma promessa che parte da giovani i quali hanno già dimostrato di saper volere, fortemente volere, a costo di ogni sforzo e di ogni sacrificio. Noi abbiamo per certo che i rosso bleu manterranno questa promessa. E se vale, come vale, per sorreggerli, il pensiero che tutta Bologna sportiva li accompagna con il suo voto più fervido e con la speranza più viva nei loro prossimi trionfi, questo appoggio morale non mancherà loro in nessun momento e per nessuna contingenza.

L'imbarco e la partenza dei rosso-bleu e dei granata. Genova, 11.

Bologna e Torino, le due fiere antagoniste delle ultime recentissime battaglie per il campionato italiano, viaggiano a quest'ora in alto mare, le vele spiegate verso l'America del Sud dove le attendono nuove fatiche. Si può così dire che per queste due squadre e per i giuocatori delle altre società che seguono la tournée, non esisterà soluzione di continuità per due stagioni consecutive, in quanto sia il Torino che il Bologna saranno di ritorno in Italia appena in tempo per cominciare il campionato 1929-30. Nella serata di mercoledì le due squadre si erano messe al completo poiché da ogni parte d'Italia erano sopraggiunti i rinforzi: da Roma, Alessandria, Vercelli, Bari, Modena, Livorno e Milano. I primi approcci fra i giocatori rossoblù e granata dopo la finalissima di Roma, che tanto scalpore aveva sollevato in ogni ambiente sportivo, sono avvenuti mercoledì sera. Schiavio, Muzzioli, Baldi e Martelli si trovarono in via Balbi con Colombari, Monti III° e qualche altro granata e l'incontro fu cordialissimo. Furono scambiate strette di mano senza rancore, e furono intavolate discussioni sull'imminente tournée. In serata poi Muzzioli e Baloncieri invitati dalla E.I.A.R. di Genova si recavano insieme all'arbitro Lenti all'uditorio di via S. Luca da dove trasmettevano personalmente i saluti delle due squadre ali sportivi di Genova e di tutta Italia. I bolognesi avevano anche mandato un telegramma augurale al granata Franzoni tuttora degente all'ospedale di Torino in seguito ad una ferita riportata a Roma. L'imbarco è avvenuto verso le 10 di stamane al Ponte dei Mille. Primi a salire a bordo sono stati i neo campioni d'Italia guidati dal dott. Felsner, loro allenatore, che farà loro da guida sino a Rio de Janeiro dove si trova già ad attendere il Bologna il dirigente Sabattini che si è recato in anticipo nel Sud America.

I diciassette della squadra campione.

Sembrava che la carovana petroniana dovesse essere composta da diciotto giocatori, ma all'ultimo momento è venuto a mancare il vercellese Zanello, il quale, avendo ricevuto il divieto dalla sua società di partire col Bologna, si è aggregato all'ultimissima con il Torino. Passato il terzino vercellese fra le file granata, il Bologna si è quindi imbarcato con un giocatore in meno. La squadra campione potrà perciò contare sui seguenti giocatori: Gianni, Monzeglio, Gasperi, Genovesi, Baldi, Pitto, Martelli, Schiavio, Busini III° e Muzzioli tutti del Bologna; Compiani e Tansini del Milan; Dugoni del Modena, Ferrari e Banchero dell'Alessandria, Magnozzi del Livorno e Costantino del Bari. Oltre al trainer Felsner è partito il massaggiatore Bortolotti. Il Bologna sbarcherà per primo dal "Conte Rosso" non appena il transatlantico toccherà la terra brasiliana. Infatti i campioni d'Italia dovranno giocare sabato 27 luglio a Rio de Janeiro contro il Botafogo, e successivamente contro la Palestra Italia. Dal Brasile i petroniani passeranno in Uruguay per misurarsi col Peñarol, campione uruguayano, e con la rappresentativa di Montevideo. In ultimo il Bologna toccherà l'Argentina avendo fino ad ora complessivamente già fissato undici matches.

Allenamento atletico in viaggio.

Ogni giocatore delle due squadre è partito provvisto di un completo corredo e di smoking. Sia il dott. Felsner che Aliberti hanno dichiarato che lasceranno i loro uomini a riposo fino a lunedì prossimo intendendo da quel giorno iniziare a bordo un leggero lavoro di allenamento atletico.

Articolo tratto dal "Littoriale" del 24 luglio 1929.

"Alle ore 21 di ieri, ora brasiliana, ha attraccato alla banchina il "Conte Rosso" con a bordo i giocatori del "Bologna F.B.C." e del "Torino F.B.C.". All'entrata nella baia di Guanabara il "Conte Rosso" è stato incontrato da un grande rimorchiatore sul quale avevano preso posto la delegazione dell "Amea" (Associazione metropolitana sport atletici) e dei clubs Botafogo, Vasco da Gama e Fluminense, i rappresentanti della stampa carioca e numerose notabilità della colonia italiana. Le varie rappresentanze sono subito salite a bordo del transatlantico per porgere alle due equipes italiane il saluto della colonia, della popolazione e degli sportivi della capitale brasiliana. Il "Conte Rosso", scortato da uno stuolo di rimorchiatori ed altre imbarcazioni affollatissime ha proseguito la rotta nell'interno della baia ed è andato ad ormeggiarsi presso il molo Pharoux. Una folla di oltre cinque mila persone si trovava alla banchina; fra esse si notavano l'ambasciatore d'Italia barone Attolico colla baronessa, l'addetto navale capitano di fregata De Angelis e gli altri membri dell'ambasciata, il console generale comm. Ludovico Gensi, la rappresentanza del Fascio e delle Associazioni della colonia, nonché le delegazioni di numerose società sportive. Allo sbarco i calciatori del "Bologna" e del "Torino" sono stati vivamente complimentati dall'ambasciatore Attolico e dalle altre personalità convenute. Essi erano tutti in eccellenti condizioni, salvo Gasperi del "Bologna", che appariva sofferente per uno strappo muscolare riportato durante l'allenamento a bordo. L'accoglienza della folla è stata calorosissima, entusiastica. Fra ripetuti applausi e hurrà i calciatori italiani sono stati levati in trionfo e quindi accompagnati, i bolognesi all'Hotel Itaiubah e i torinesi alla sede del club Vasco da Gama. Il capitano della squadra bolognese Genovesi, intervistato all'Hotel dai giornalisti, così si è espresso: "Sono veramente commosso per le grandiose accoglienze che abbiamo ricevuto in terra brasiliana. Non ho parole per ringraziare dell'entusiastica manifestazione fattaci dal mondo sportivo carioca, dalla colonia e della popolazione. A nome della intera squadra bolognese rivolgo il più cordiale saluto agli sportivi di Rio de Janeiro, agli italiani qui residenti e alla popolazione tutta". Come è già stato annunciato, la prima partita del Bologna a Rio de Janeiro sarà giocata colla rappresentativa carioca. Il Bologna scenderà in campo probabilmente nella seguente formazione: Gianni; Monzeglio, Gasperi oppure Martelli; Genovesi, Baldi, Pitto; Costantino, Banchero, Schiavio, Magnozzi, Muzzioli. All'indirizzo dell'équipe del Bologna F.C. tutti i giornali della capitale rivolgono parole di cordiale benvenuto. I calciatori bolognesi che sono rimasti oltremodo impressionati dalla calorosa accoglienza ricevuta, hanno affidato alla stampa carioca il seguente messaggio: "Nel porre piede sulla terra brasiliana, per consolidare la vecchia tradizionale amicizia fra l'Italia ed il Brasile, il "Bologna" coglie col più vivo compiacimento l'opportunità di salutare con effusione lo sport e gli sportivi della grande nazione amica. La nostra missione è piuttosto di fraternizzare che di ottenere vittorie". L'Ambasciatore d'Italia, barone Attolico, intervistato dal giornale Rio Sportivo, ha detto:"Sotto il punto di vista di un maggiore avvicinamento internazionale di cordialità, io non posso che applaudire alla venuta in Brasile del "Bologna". Lo sport è un veicolo eccellente di amicizia fra i popoli". Il dottor Renato Pacheco, presidente della Confederazione Brasiliana degli Sports, ha diretto alla direzione del "Bologna il seguente saluto, a nome della Confederazione Brasiliana degli Sports:" Il massimo Ente direttivo di tutte le società nazionali, presenta agli italiani del "Bologna", che con noi condividono la stessa fede nello sport, il più cordiale benvenuto, esprimendo il sincero desiderio che la loro permanenza fra noi abbia a produrre ottimi frutti".

Dal "Littoriale" di venerdì 26 luglio 1929, un articolo di Vittorio Pozzo.

"Le squadre che furono protagoniste delle recenti Finali del Campionato nostro han toccato il suolo d'America. Le due unità seguono itinerari opposti. Il Bologna è sbarcato al Brasile, di dove passerà all'Uruguay, per terminare il programma in Argentina. Il Torino invece disputerà il suo primo incontro a Buenos Aires, proseguirà quindi per Montevideo e giuocherà per ultimo a San Paulo ed a Rio de Janeiro. Pare un viaggio di piacere, questo delle due Finaliste, e lo è solo fino ad un certo punto. Si tratta delle due migliori squadre italiane, le più in vista e le più note: quella che deteneva il titolo fino ad un mese fa e quella che lo detiene ora. Le due unità han ricevuto rinforzi quanti ne han voluto. Ogni comitiva è forte di diciassette o diciotto uomini. Ognuna di esse può mettere in campo un undici interamente composto di giuocatori che han vestito la maglia azzurra. Tutti i numeri son quindi presenti perchè un valore rappresentativo venga dato alle prove che attendono bolognesi e torinesi. Ma, quand'anche questo valore rappresentativo non esistesse, ci penserebbero gli americani a darlo all'attività dei calciatori nostri. Dirigenti e giornalisti sudamericani amano molto generalizzare in simili casi. Chiunque li visiti espone più che se stesso, il proprio paese e la propria razza a studio a giudizi ed a critica. Buenos Aires si è al riguardo specializzata. La visita di una squadra di professionisti britannici, che pensano più che altro a divertirsi e a non ferirsi, diventa un'occasione di confronto fra coloro che "scopersero" il giuoco del calcio, e coloro che "a più alta perfezione lo portarono". Il viaggio del Barcellona permise di constatare che la tempra della gioventù del continente nuovo è ben differente da quella dei rappresentanti della "vecchia decrepita Europa". Lo sport di un dato paese e le qualità di una data razza vengon portate alle stelle o condannate senza attenuanti né reticenze a seconda dell'esito di una partita di calcio. L'argentino figge gli occhi addosso al visitatore e non lo abbandona più dal giorno del'arrivo a quello della partenza. Lo studia, lo scruta, lo guarda sotto ogni aspetto, lo sottopone a prove e collaudi, vuol sapere di quale pasta morale e materiale sia composto. A questo riguardo, il giornalista bonearense è la persona più pericolosa che esista al mondo. Possiede il "tic nervoso" dell'intervista. S'intrufola dappertutto, si siede vicino a voi mentre siete a tavola, vi ferma per istrada, vi viene a trovare in camera con un pretesto qualunque. Vi cava quattro parole, ed il giorno dopo vi trovate conciato a modo in un articolo di due o tre colonne di giornale. Quello che non avete detto voi, lo ha inventato lui. L'esempio del Barcelona parla per tutti. Quando, la scorsa stagione, la squadra campione di Spagna arrivò a Buenos Aires, essa ricevette il solito attacco dell'esercito degli intervistatori. E, dapprincipio, la cosa non prese nessuna piega brutta né anormale. Quando i catalani persero, uno dopo l'altro, un paio d'incontri in modo semidisastroso, allora vennero i guai. Intervistati negli spogliatoi, mentre ancora erano sotto l'impressione del bruciore della sconfitta, gli ospiti parlarono con la solita impulsività del giocatore: imprecazioni, lamentele, espressioni violente, nessun senso della misura. I giornalisti si impadronirono di tutto quel po' po' di materia che l'occasione metteva loro sotto mano, e quello che ne uscì fu, per l'amatore della psicologia del giuoco, la cosa più amena ed istruttiva che si possa concepire. Ognuno aveva intervistato un giuocatore, ed ognuno aveva sviluppato gli elementi che aveva potuto raccogliere. E successe che i terzini dicevano corna degli avanti, che gli avanti inveivano contro quegli asini dei mediani, che i mediani riempivano di contumelie tutto il rimanente della squadra, che l'allenatore veniva classificato generosamente fra i quadrupedi, e che tutti quanti poi se la prendevano coi dirigenti, che bontà loro, non capivano nulla di nulla. Ognuno aveva detto quello che aveva sullo stomaco, ed ognuno, quando aprì i giornali, ebbe l'impressione di aver inforcato quel famoso paio di occhiali della favola che precorse i raggi "X", nel permettere di vedere l'interno affanno di ogni compagno della propria vita. Si era dato corpo alle ombre, evidentemente ed in misura notevole, ma si era messo un uomo di fronte all'altro, così a nudo, con la dichiarazione scritta in viso di quanto ognuno pensava. Ne successe che la squadra si sfasciò ed andò alla deriva. I dirigenti ebbero un bel proibire ai giuocatori di rivolgere una sola parola ai giornalisti, ed i giuocatori ebbero un bel tacere. Ognuno ormai conosceva il pensiero dell'altro su se stesso. La squadra passò di rotta in rotta, il divo Samitier, il "mago" del pallone come lo definiscono in Spagna tentò perfino di tornarsene a casa separatamente ed immediatamente, ed il Barcelona, nemmeno quando rientrò nei suoi quartieri, non fu mai più il Barcelona irresistibile di prima del viaggio in America. Dite ancora che l'ipocrisia non è un'amalgama necessaria fra gli uomini di una stessa squadra. Il contrario dell'ipocrisia, la sincerità, distrusse una delle migliori e delle più concordi compagini europee del dopoguerra. Morale. Il giornalista argentino è un uomo pericoloso. Fa troppo bene il suo mestiere. Andar guardinghi. Montevideo, Rio, San Paulo son molto meno evolute in materia giornalistica. Quindi vi si vive meglio, anche calcisticamente parlando. Ma è sempre un difficil vivere. In America le cose si aggiustano presto, ma il vivere vi è ancor più difficile che da noi. Scrupoli non ve ne son tanti. Non sarà quindi dei più facili il compito delle due squadre nostre. Guai se esse dovessero, specialmente a Buenos Aires, perdere l'uno dopo l'altro, un paio di incontri. Il fuoco di fila che ne risulterebbe, sarebbe così intenso, che la solidità delle due compagini verrebbe sottoposta a ben dura prova. Non è un viaggio di piacere, quello del Bologna e del Torino. È una impresa da affrontare con cautela ed accorgimento".

Dal "Littoriale" di sabato 27 luglio 1929.

"LA PRIMA "NOTTURNA" DEI CAMPIONI D'ITALIA IN BRASILE. "ONOREVOLE PROVA DEL BOLOGNA, contro la rappresentativa di Rio de Janeiro.

RIO JANEIRO, 26 (A.A).
Enorme è stata l'affluenza di sportivi e di appassionati dalle città vicine per la partita giocata la notte scorsa, allo stadio del Club Fluminense, fra la squadra del Bologna e la rappresentativa carioca. Centinaia di italiani erano giunti nella giornata di ieri a San Paolo. Sebbene l'inizio della partita fosse fissato per le ore 22 locali (ora italiana 2 del 26) fino dalle 18 il pubblico ha cominciato ad affluire al campo. Rapidamente il grande stadio imbandierato con i colori italiani e brasiliani, ha assunto un aspetto imponente. All'ingresso, a cura del Fascio di Rio, sono state distribuite migliaia di bandierine con i colori italiani e brasiliani.

40 mila spettatori.

Alle 21,30 le autorità di polizia in considerazione dell'enorme affollamento, hanno ordinato la chiusura delle porte. Infatti oltre 40 mila persone gremivano ogni ordine di posti. Nelle tribune d'onore si notavano il comandante Velloso, in rappresentanza del presidente della repubblica, l'ambasciatore d'Italia barone Attolico, il presidente del senato, il presidente della camera, numerosi senatori e deputati, il presidente del club Fluminense, il presidente della confederazione brasiliana degli sports, il presidente della Mea e numerose altre personalità politiche e sportive. Alle 20,25 s'è iniziata una partita preliminare fra una squadra del club Fluminense e una del Botafogo, partita terminata alle 21,50 con la vittoria della Fluminense per 4-2. Alle 21,58 fra uno scoppio entusiastico di acclamazioni, entra in campo la squadra bolognese con Genovesi in testa, che reca una grande bandiera brasiliana. I giocatori, che indossano calzoncini bianchi e maglia a fondo blu e striscie verticali rosse con lo scudo tricolore, percorrono il campo fra un entusiasmo indescrivibile, salutati da applausi incessanti, cui essi rispondono con il saluto romano. Alle 22 entra, a sua volta accolta da grandissime acclamazioni, la rappresentativa carioca, il cui capitano sventola una bandiera italiana. Subito dopo, una commissione di marinai del sommergibile brasiliano "Humanità", che, come è noto, è stato costruito in Italia, ed ha compiuto ultimamente senza scalo la traversata da Spezia a Rio de Janeiro, ha fatto omaggio all'undici bolognese di una ricchissima corbeille di fiori freschi. Il simpaticissimo gesto, che conferma ancora una volta la fratellanza italo-brasiliana, suscita per la sua gentilezza e per il suo significato, ripetute salve di applausi da parte del pubblico: il calciatori bolognesi, vivamente commossi, ringraziano, per bocca del capitano Genovesi, la commissone di marinai brasiliani.

Le due squadre.

Ecco la formazione delle due squadre: Bologna: Gianni; Monzeglio, Martelli; Genovesi, Baldi, Pitto; Costantino, Banchero, Schiavio, Magnozzi, Muzzioli. Rappresentativa carioca: Joel; Pennaforte, Ildegardo; Nascimento, Floriano, Fortes; Ripper, Osvaldo, Louis, Nilo, Teofilo. La partita si inizia alle 22,08. Il primo calcio d'angolo è tirato dai brasiliani. Il gioco si mantiene per qualche tempo in mezzo al campo. La linea attaccante italiana avanza e Muzzioli lancia il pallone che è arrestato dal portiere carioca, il quale passa a Teofilo. Un attacco carioca non da alcun risultato. La squadra carioca fa parecchie irruzioni nel campo bolognese, ma Gianni compie una formidabile parata e manda il pallone in corner, che è battuto senza risultato. Il Bologna ritorna all'attacco e migliora sensibilmente il proprio gioco costringendo Joel ad una difficile difesa. Ildegardo salva la porta brasiliana da una pericolosa situazione. I cariochi contrattaccano e Gianni si distingue, e si fa applaudire per alcune magnifiche parate. Al quindicesimo minuto dall'inizio, la partita continua combattutissima da entrambo le parti. Al 16° minuto, con una bellissima azione, Muzzioli lancia il pallone nella rete avversaria, segnando il primo gol. Frenetici applausi salutano il punto segnato dagli italiani nella loro prima partita notturna.

Gioco serrato.

Al 27° minuto Floriano passa il pallone a Louis, che, con un tiro da breve distanza, viola la rete italiana, e marca il primo punto per i cariochi. La folla applaude vivamente. Il gioco riprende serrato: Gianni riesce a difendere la rete da un nuovo tiro avversario e Muzzioli storna un ulteriore attacco. Le azioni si incrociano rapidamente svolte con accanimento, ma con grande correttezza e cordialità da ambo le parti. La difesa italiana lavora instancabilmente, meritandosi il vivo elogio da parte del pubblico. Anche la linea degli attaccanti è infaticabile, ed al 32' Martelli, che accusa dei crampi ad una gamba, cade a terra, e il gioco è sospeso per un minuto, dopo di che Martelli ritorna in linea. I cariochi attaccano nuovamente e Genovesi manda in corner. Gli italiani hanno una nuova pericolosa avanzata e Magnozzi, che ha il pallone, tira un calcio potentissimo. Il pallone, però, urta contro il palo, e il Bologna perde così una eccellente occasione per segnare. Mancano quattro minuti alla fine del primo tempo, quando la squadra carioca muove nuovamente all'attacco ed obbliga Gianni ad una dura difesa. Al 44' un fallo di Martelli provoca un penalty contro il Bologna; ma il tiro va a lato. Così il primo tempo termina alla pari 1 a 1. L'impressione suscitata dal gioco dei bolognesi è ottima: specialmente notati sono stati la linea di attacco, il centro half Baldi, ed il portiere Gianni. La linea attaccante, oltre ad un eccellente gioco di passaggi, ha avuto tiri precisi; ammiratissimo è stato Muzzioli. Fra i cariochi si è dimostrato eccellente il centro-mediano Floriano. La linea attaccante ha svolto bellissime azioni e di essa solo Nilo si è mostrato alquanto fiacco, mentre Louis si è mostrato brilantissimo. Il portiere carioca Joel, che per 2 volte è apparso indeciso, nel resto del gioco è stato sempre pronto ed abilissimo. Alle 23,10 si è iniziato il secondo tempo con un deciso attacco del Bologna. Il gioco è sospeso per qualche minuto per una contusione riportata da Ildegardo. L'azione riprende poi da ambo le parti senza prevalenza dell'una o dell'altra squadra, ed il gioco per qualche minuto continua monotono. La difesa bolognese ha occasione di farsi ammirare, e Nilo perde l'opportunità per segnare per un tiro mal diretto. Gli avanti cariochi rinnovano però l'attacco con fortuna ed all'11' Nilo segna il secondo gol per i brasiliani. Il Bologna reagisce con accanimento ed il gioco si fa movimentatissimo. Muzzioli manda un potente pallone contro la rete avversaria. Il tiro magnifico del bolognese sembra debba violare la rete carioca ma Pennaforte riesce a salvare miracolosamente. I bolognesi insistono nei loro attacchi, mettendo a dura prova la difesa brasiliana. Il loro gioco serrato obbliga gli avversari ad un lavoro formidabile.

Risultato 3-1.

Tutta la squadra italiana opera ottimamente con mirabile fusione, suscitando viva ammirazione. I cariochi contrattaccano al ventesimo minuto dall'inizio del secondo tempo, e Genovesi salva brillantemente la porta italiana da un tiro avversario. La partita continua con varie alternative, sino al 30' quando Osvaldo, ricevendo il pallone da Ripper, che a sua volta l'ha ricevuto da Teofilo, segna, con un magnifico tiro, il terzo goal dei brasiliani. I bolognesi tentano diversi contrattacchi, durante i quali si hanno alcune sospensioni di gioco per contusioni riportate da giocatori di ambo le parti. Muzzioli tira, ma la difesa avversaria arresta il pallone. Sono gli ultimi momenti del match. Bolognesi e cariochi si accaniscono in una lotta, che però non da più alcun risultato. Alle 24, l'arbitro fischia la fine della partita, che è terminata con la vittoria carioca per 3-1. Al termine dell'incontro calcistico, gli sportivi affermavano di aver assistito ad una grande gara. Il pieno rendimento della squadra bolognese è stato contrastato dalla luce artificiale. I riflettori hanno disturbato gli uomini del Bologna non avvezzi a disputare partite notturne, tanto che la squadra bolognese è apparsa qualche volta abbarbagliata dalla luce".

Dal "Littoriale" di lunedì 29 luglio 1929.

"IL BOLOGNA SI BATTE VALOROSAMENTE MA SENZA FORTUNA, CONTRO I PIU' FORTI AVVERSARI DEL MONDO".

Il Bologna vinto per 6 a 4 dalla selezione di San Paolo dopo aver segnato i primi tre goals. Il match dei rosso-bleu.

San Paulo 28. (A.A.)
La seconda partita del Bologna in terra brasiliana era attesa qui con vivissimo interesse, più ancora, se pure è possibile, di quella che non sia stata la prima, combattuta a Rio de Janeiro. San Paulo, com'è noto, conta una colonia italiana imponentissima che costituisce una parte cospicua della popolazione della città. Era naturale quindi che qui, più ancora che a Rio, fosse viva la tensione di animi per l'odierna contesa sportiva. Effettivamente gli sportivi paulisti, nei quali grandi impressione aveva suscitato, malgrado la sconfitta, il debutto del Bologna a Rio, hanno vissuto due o tre giorni di ansietà e di nervosismo. L'Apea, data l'importanza annessa al combattimento di oggi, ha schierato in campo, la sua migliore squadra; da parte sua il Bologna è andato al nuovo incontro animato dal proposito di cancellare la sconfitta di tre giorni or sono. Le sue speranze purtroppo sono state frustrate: dopo un primo tempo nel quale i rosso-bleu hanno avuto una netta superiorità e hanno creduto di avere la vittoria assicurata, la situazione si è capovolta nel secondo tempo. Lo svolgimento della partita è stato tale da deludere tutti. Né gli italiani, né i brasiliani hanno saputo svolgere un gioco uniforme. La partita nel complesso è stata movimentatissima, sempre accanita, ma disordinata. Una folla di ben 40 mila persone gremiva lo stadio Parque Antarctica che era imbandierato con i colori italiani e brasiliani. Nella tribuna d'onore si notavano parecchi membri del Governo dello stato di San Paolo, le autorità cittadine, il console d'Italia on. Mazzolini, il vice console ed uno stuolo di notabilità della colonia. Il Bologna è sceso in campo nella seguente formazione: Gianni; Martelli, Monzeglio; Genovesi, Baldi, Pitto; Costantino, Schiavio, Banchero, Magnozzi, Muzzioli. La rappresentativa di San Paulo ha così allineati i suoi uomini: Tuffy; Granè, Del Debbio; Nerino, Amilcar, Serafini; Sernagiotti, Camerao, Petronilho, Feitiço, Evangelisti. Arbitra il sig. Sabattini. L'entrata delle due squadre è salutata da grandissime acclamazioni. La partita ha inizio alle 15, 50. I paulisti danno i primi calci e tentano alcune azioni prive di risultato, brillantemente contenute da Baldi e Gianni. La linea attaccante ed i mediani bolognesi svolgono una tattica ben combinata di spostamenti improvvisi e passaggi esatti e tempestivi che non tarda a dare i suoi frutti. A 5 minuti dall'inizio un potente calcio di Schiavio manda il pallone nella rete avversaria. Un'acclamazione entusiastica saluta il primo punto italiano. La squadra locale non contrappone nessuna azione efficace. Alle 16,3 su un preciso passaggio di Muzzioli, Banchero segna il secondo gol. I paulisti appaiono come storditi dalla precisione e velocità dei rosso-bleu. Della loro indecisione, del loro sbandamento approfittano gli italiani per incalzare con nuovi attacchi che alle 16,16 fruttano loro un nuovo punto, questa volta, segnato da Costantino. Il triplice scacco ha l'effetto di ridare compattezza ed energia alla squadra paulista; e tre minuti dopo, alle 16,19, il brasiliano Feitiço calcia brillantemente nella rete italiana fra calorosi applausi del pubblico. Il primo tempo termina con nettissimo vantaggio dei bolognesi: 3 a 1. I commenti del pubblico rilevano la superiorità indiscutibile del Bologna, e il gioco fiacco, inefficace e slegato dei paulisti. Il secondo tempo vede cadere inaspettatamente le previsioni di vittoria fatte per la squadra italiana. I calciatori paulisti attaccano ad andatura celerissima sferrando senza posa azioni su azioni. Il fuoco di fila brasiliano martella la difesa bolognese. Gianni si produce infaticabile, ma non riesce ad infrenare gli indiavolati assalti. Per cinque volte consecutive i paulisti mandano il pallone nella rete italiana. I cinque punti sono segnati successivamente da Feitiço, Camarao, ancora da Feitiço da Petronillo e da Evangelisti. I calciatori bolognesi, visibilmente amareggiati, hanno verso la fine una ripresa energica. Essi reagiscono, tornano all'offensiva, costringono la difesa paulista ad una dura lotta e finalmente qualche minuto prima del termine della partita segnano con un ben aggiustato tiro di Costantino il loro quarto punto della giornata. Segue ancora qualche azione movimentata e poi l'arbitro fischia la fine. La partita è terminata con la vittoria della rappresentativa di San Paolo per 6 a 4. Il pubblico cavallerescamente ha applaudito più volte le due squadre. L'intera partita è stata cinematografata ed una stazione radio installata sul campo ha diffuso in tutto il Brasile il resoconto dettagliato dell'incontro in tutte le sue fasi.

Giudizi favorevoli al Bologna dopo la partita di giovedì.

RIO JANEIRO, 28 (A.A.)
La prima partita del "Bologna" al Brasile non ha ottenuto quel successo che la squadra italiana giustamente si attendeva. Se gli uomini del "Bologna" hanno perduto nel risultato della contesa, si deve però riconoscere che essi hanno tenuto spesso le briglie del giuoco in virtù di uno stile dotato di tutte le prerogative di una altissima classe. Il "Bologna" è una squadra poderosa, classicamente impostata, ricca di giuoco, omogenea nell'unità di condotta. La superiorità dell'attacco italiano nella partita è stata palese, ed è dimostrata dal numero dei "corners" che sono stati 6 per gli italiani contro tre per i brasiliani. La squadra bolognese si è trovata però di fronte a giuocatori ben noti per la precisione del tiro e per l'eccezionale velocità del loro gioco; l'andatura imposta alla partita dalla squadra paulista è stata spesso addirittura infernale. Il "Bologna" ha tuttavia saputo sostenere brillantemente il gioco, conducendo il maggior numero di attacchi pericolosi, sfortunatamente senza risultato positivo. L'offensiva è stata guidata da Muzzioli con bravura e con vigore tali da meritargli la generale ammirazione, mentre nella difesa Martelli, che all'ultimo momento ha sostituito Gasperi ancora sofferente, ha fatto prodigi. L'incidente occorso a Martelli, benché di non rilevante importanza, ha avuto un contraccolpo nella compagine bolognese. Ciò che ha però contrastato in particolar modo lo svolgimento della pienezza sportiva della poderosa squadra italiana è stata la luce artificiale: i potenti fasci di luce dei riflettori collocati agli angoli dello stadio, hanno notevolmente disturbato gli uomini del "Bologna" non avvezzi a disputare partite notturne. Magnozzi, che nel primo tempo lancia il pallone contro il palo della rete brasiliana, e Muzzioli che poco prima della fine della partita non riesce a colpire giusto, dicono che la sfortuna ha perseguitato, nonostante la loro bravura, gli uomini del "Bologna" nella grande partita svoltasi in una tiepida temperatura serale, per quanto in pieno inverno, in mezzo ad una folla enorme, ma disciplinata, rispettosa, ospitalissima. Il "Bologna" non ha trovato in Brasile la via facile alla vittoria. La squadra che l'undici bolognese ha affrontato con così simpatica baldanza, è quella che recentemente ha vinto l'ungherese "Ferenczvaros" e l'inglese "Chelsea". L'arbitro signor Werneck ha condotto bene la bella gara, giocata da atleti sani e robusti, con volontà orgogliosa di giocare col massimo impegno le proprie "chances". I giornali della capitale, che recano amplissimi resoconti della partita, nel registrare con soddisfazione la vittoria dei brasiliani hanno avuto parole di viva ammirazione per la squadra bolognese, segnalandone i requisiti di coesione, di affiatamento e di precisione. "Il team del Bologna -- scrive il Rio Sportivo -- ha dato un bell'esempio di disciplina e di bravura: esso merita il più schietto elogio perchè si è battuto veramente bene e in alcuni momenti ha persino dominato. Fra i giocatori bolognesi, il giornale mette in particolare rilievo il portiere Gianni, osservando che certe sue magnifiche parate hanno prodotto grande sensazione. Notata da tutta la stampa la cavalleria che, pur nei momenti di maggior accanimento, ha da ambo le parti improntato la partita".

Da "Il Resto del Carlino" 11 agosto 1929.

Bologna b. Uruguay 1 a 0. Montevideo, 10

L'esordio del Bologna nella capitale dell'Uruguay è stato preceduto dalla passione delle grandi attese. Nonostante le sfavorevoli partite giocate al Brasile, il Bologna è pure sempre ritenuto una squadra di fortissima attrezzatura. I trentamila posti, di cui dispone lo stadio uruguayano, sono tutti occupati. Le tribune ufficiali sono pure al completo; ci si distinguono signore e signorine in mezzo ad un'accolta di notabilità politiche e sportive della Capitale. Resa vana l'attesa di vedere rinforzata la propria compagine dall'arrivo di Schienoni, il solido terzino milanista, il Bologna è sceso in lizza con la seguente formazione: Gianni; Monzeglio e Gasperi; Genovesi, Pitto e Dugoni; Costantino, Banchero, Schiavio, Magnozzi e Muzzioli. La rappresentativa uruguayana era così composta: Mazzali; De Agustino I° e Tejera; Silva, Occhiussi e Magallanes; De Agustino II°, Sacco, Borias, Anselmo e Arremond. Gli uruguayani iniziano la partita a grande andatura costringendo la difesa italiana ad intervenire con decisione. All'infuriare dell'attacco i bolognesi rispondono con eguale energia tanto che le azioni uruguayane non hanno nessuna conclusione, malgrado che Borias cerchi di riordinare le proprie file per dare la classica impronta che permetta di giungere ad un risultato concreto. La difesa bolognese è a posto e Gianni in ottima giornata si fa applaudire più volte in classiche parate. Il primo tempo termina 0-0. Nel secondo tempo sono i bolognesi che prendono decisamente il sopravvento. Gli uruguayani tentano di svolgere il giuoco a loro vantaggio, ma non sanno impedire che Magnozzi passando attraverso le maglie della catena difensiva faccia partire il fulmine che viola la porta affidata al mago Mazzali. Il bellissimo prepotente punto è segnato al primo minuto. Con questo unico goal si è chiusa la prima partita del Bologna a Montevideo. La squadra vincitrice è fatta segno ad una vibrante manifestazione di simpatia.

Da "Il Resto del Carlino", 28 agosto 1929.

Bella prova del Bologna contro il Boca Juniors.

Buenos Aires, 27 (A.A.) -- Allo stadio del Club Boca Juniors si è svolta oggi la partita fra la squadra di questo Club e il Bologna. Vi hanno assistito dodici mila persone. La formazione delle due squadre era la seguente: Bologna: Gianni; Monzeglio e Gasperi; Genovesi, Baldi e Pitto; Costantino, Busini, Schiavio, Magnozzi e Tansini. Boca Juniors: Merello; Bidoglio e Strada; Medici, Fleitas Solich e Moreyras; Penella, Kuko, Tarascone, Cherro e Evaristo. Arbitro era il signor Lorenzo Martinez. La partita inizia alle 15.15. La squadra del Boca prende subito la offensiva. Al 5.° minuto il gioco è arrestato per un incidente accaduto a Tarascone, per cui si rende necessario uno spostamento nella linea di attacco, Tarascone da centro avanti passa all'ala sinistra ed Evaristo passa al centro. Il gioco, che è vivacissimo, assume a tratti un andamento alquanto brusco. Ai rinnovati attacchi della squadra avversaria, il Bologna oppone dei contrattacchi altrettanto battaglieri. al 36.° minuto in conseguenza di corner battuto da Penella, si determina una mischia davanti alla porta del Bologna, Cherro riesce a impadronirsi della palla e con abilissimo tiro di precisione la manda nella rete italiana, segnando l'unico goal della giornata. Si rinnovano quindi gli attacchi degli argentini. Il Bologna effettua alcune discese pericolose e Schiavio obbliga il portiere argentino a tuffarsi per salvarsi da un preciso potentissimo tiro. Un successivo tiro di Magnozzi non riesce, il pallone urtando contro la traversa. Il primo tempo finisce con uno per l'Argentina e zero per il Bologna. La ripresa comincia alle 16.15. Il gioco si fa subito molto vivace. Al 5.° minuto un corner calciato da Penella rimane senza esito. Schiavio impegna subito Merello e quindi anche Baldi obbliga il portiere argentino a intervenire per parare un tiro sferrato da lontano. La difesa bolognese con abilissime trame di gioco riesce a impedire che Tarascone possa avvicinarsi alla porta italiana. Al 25.° minuto un incidente obbliga Busini a ritirarsi. Lo sostituisce Ferrari. Al 26.° minuto un nuovo incidente tocca a Tarascone che abbandona i campo senza essere sostituito. La squadra argentina combatte fino alla fine con 10 uomini. Alcune azioni condotte piuttosto duramente suscitano proteste da parte del pubblico. La partita termina con la vittoria de Boca Juniors per uno a zero. La squadra del Boca Juniors nella classifica del campionato argentino del 1928 è al secondo posto.

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